Episode Transcript
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(00:00):
Katy Perry è andata nello spazio, assurdo ma vero, è
esattamente quello che è successo qualche giorno fa ed è
stato un evento che ha gettato una nuova luce sul turismo
spaziale, anche se accompagnato da un forte battage mediatico.
Ma perché ci è andata e soprattutto, che tipo di idea vi
siete fatti di questa iniziativa?
(00:21):
Qualsiasi sia la risposta, sappiate che la musica è andata
nello spazio molte altre volte eper raccontarvelo oggi abbiamo
chiamato addirittura un astrofisico.
Ciao a tutti, io sono Martina Vitrip, divulgatrice musicale.
E io sono Giorgio Bau, produttore e sound designer.
E ben ritrovati in ergasma, il punto di riferimento di chi ama
(00:42):
la musica, ma soprattutto per chi vuole conoscerla.
E oggi siamo qui per parlare di musica e spazio.
(01:07):
14 Aprile Corn ranch, Texas c'è un bellissimo cielo sereno, il
sole è tiepido e una leggera brezza accarezza il panorama
aspro e frastagliato. Questa porzione di terra è uno
spazio porto e appartiene a JeffBezos, il padre di Amazon.
Insomma, qui ha sede Blue Origin, ovvero un'agenzia
(01:30):
americana impegnata principalmente nel turismo
spaziale, di cui lui, Jeff Bezos, è il proprietario.
Ed è proprio in questo terreno perso in chilometri di sabbia e
montagne che sta per accadere qualcosa che segnerà la storia.
Dopo sessant'anni, un equipaggiointeramente femminile andrà
nello spazio per farvi capire, l'ultima volta che accade fu nel
(01:54):
1963 con la missione Vostok sei,capitanata dalla leggendaria
Valentina Tereshkova. 10 minuti e 20:00:01.
Questo è il programma di volo e ogni cosa andrà esattamente come
prevista. Gay, King, Lawrence Sanchez,
Amanda Guyen. Haishabou, Kiren, Flynn e
(02:17):
soprattutto Katy Perry arrivano nello spazio suborbitale
osservando il nostro pianeta da 100 km di distanza, sorridono
gioiose mentre fluttuano nella microgravità.
Kathy accenna World a wonderful World E in mano stringe una
Margherita in omaggio alla propria figlia che si chiama
(02:37):
appunto Daisy. Ma cosa c'è dietro questo
lancio? Ce lo racconta Luca Nardi,
Astrofisico e divulgatore scientifico.
Un saluto a tutti gli ascoltatori e grazie 1000 per
l'invito. Sì, allora?
Quello che è successo in realtà è soprattutto una bella trovata
di marketing da parte della BlueOrigin, che è la compagnia
(02:58):
spaziale del sito di Amazon JeffBezos, che da tempo è impegnata
nel settore del turismo spaziale.
In questo caso un equipaggio di sei donne, tra cui Katy Perry,
ha volato con un razzo New Shepard, raggiungendo e
superando la cosiddetta linea dicarmanno, ossia quella linea
immaginaria che idealmente separa la terra dallo spazio.
Quindi al rigore sono arrivate effettivamente nello spazio?
(03:22):
Però vorrei fare un paio di appunti.
Intanto che, per quanto sia senz'altro un'iniziativa
affascinante, quelli di Blue Origin sono solamente dei voli
suborbitali, ossia chi prende parte a questi viaggi in realtà
non entra mai in orbita attorno alla terra, possiamo vederli
meglio, come una sorta di aeroplani se vogliamo, che
arrivano molto alto in cielo, mache di fatto poi riatterrano
(03:44):
sulla superficie terrestre senzaentrare in orbita attorno al
nostro pianeta. Inoltre poi c'è anche un
dibattito su se possiamo effettivamente chiamare
astronauti o meno quelli che prendono parte a questi voli
suborbitali, perché le persone che prendono parte ai voli di
Blue Origin non sono professionisti astronauti, ma
sono persone ricche essenzialmente, che pagano anche
(04:05):
milioni di dollari per fare un giro nello spazio.
Non hanno quindi tutta la preparazione allo studio che
deve essere alle spalle, insommadi chi di professione fa
l'astronauta. È come dire, insomma, che un
partecipante a una crociera sia un marinaio, oppure che chi fa
un Safari in Africa sia un esploratore, insomma, non è
proprio la stessa cosa. Luca ha centrato un punto
(04:27):
fondamentale, infatti stiamo parlando di puroturismo.
Non è una missione spaziale, ma un volo commerciale.
E non è nemmeno il primo. È importante sottolineare,
oltretutto, che le partecipanti non sono astronauti o
ricercatrici, ma solo turiste. E ora togliamo l'elefante dalla
stanza e parliamo del backlash che ha ricevuto questo volo.
(04:51):
Non nascondiamoci dietro un dito.
La ragione per cui queste donne sono state così tanto criticate
è soltanto perché sono donne. Se volessimo proprio fare delle
riflessioni, potremmo parlare del futuro impatto climatico,
del turismo spaziale o di quantosia fragile il femminismo delle
celebrities che va ovunque meno che al cuore del problema,
(05:14):
specialmente ora che il governo americano fa calare l'ascia
sulla scrivania di decine e decine di professionisti della
NASA e censurando ogni riferimento femminile nei propri
canali ufficiali. Porre alle partecipanti del volo
di Blue Origins domande del tenore, ma tuo padre ti stava
guardando? Oppure qual è il segreto dei
(05:34):
capelli perfetti a prova di gravità?
È un modo davvero svilente di raccontare le donne nella
scienza, ed è davvero questo messaggio che vogliamo far
passare, che un costosissimo passatempo, se avvolto da
sentimentalismo e un pizzico di superficialità, possa essere
etichettato come emancipazione femminile?
(05:56):
Io non credo proprio e con buonapace di tutte le.
Valentina Tereskova, ma questa. È la prima volta che la musica
spicca il volo verso lo spazio. Assolutamente no, quella di Katy
Perry non è stata la prima voltache la musica è stata portata
nello spazio. La prima è stata nel 65, durante
la missione Gemini sei, che era un programma astronautico della
(06:17):
NASA che era in previsione in preparazione, se vogliamo, del
programma Apollo che ci avrebbe portato sulla luna.
Thomas Stafford e Walter Scirra hanno suonato una piccola
armonica e delle campanelline all'interno della loro capsula e
siccome era il 16 dicembre con questi strumenti hanno intonato
Jingle Bells, quindi quel fastidioso Jingle musicale che
sentiamo ogni anno a Natale è stata la prima musica nella
(06:40):
storia mai suonata nello spazio dagli esseri umani.
Ma vi ricordate di Matt Damon inthe martian, che interpretava
l'astronauta perso su Marte con il povero protagonista solo in
compagnia di chili di patate e dozzine di playlist di disco
Music? Ecco, non siamo tanto lontani
dalla verità. Per i cosmonauti la musica può
(07:03):
essere un gioco, altre volte un conforto, oppure uno sfogo
creativo e ad un certo punto arriva a far parte della loro
routine quotidiana nel vero senso della parola.
A partire dalla stessa missione Gemini sei, gli astronauti hanno
introdotto questa tradizione chiamata Wake Up Music.
In pratica viene semplicemente suonata una canzone per
(07:25):
risvegliare gli astronauti nel corso della missione e questo
può essere utile da due punti divista.
Intanto per dare un ritmo, se vogliamo, alla vita degli
astronauti. Perché ovviamente dobbiamo
immaginare che nello spazio il ritmo della vita non è scandito
da albe e tramonti e quindi può essere utile avere un qualche
punto di riferimento fisso per scandire appunto la quotidia.
(07:45):
Inoltre dobbiamo anche immaginare che gli astronauti
vivono lontano dal resto dell'umanità e questo può essere
sì molto bello per la posizione privilegiata che raggiungono, ma
è anche sicuramente un'esperienza alienante e quindi
sentire delle musiche da casa, se vogliamo, può essere un modo
per sentirsi più vicini al restodel mondo.
Per esempio, durante la missioneApollo 10 venne suonata come fly
(08:08):
with me di Frank Sinatra, oppuredurante l'apollo 15 gli
astronauti si sono svegliati conil tema di 2001, Odissea nello
spazio. Chiaramente nel corso degli anni
le selezioni musicali sono cambiate anche in base ai gusti
della crew, nonostante ciò ci sono degli evergreen che
resistono allo scorrere del tempo, come ad esempio rocketman
(08:30):
di Elton John nella missione Apollo 16.
Di recente molti astronauti della ISS hanno condiviso le
loro tracce preferite che hanno ascoltato durante le lunghissime
missioni, e persino la NASA ha un suo profilo Spotify con una
ricchissima playlist. Se siete curiosi di ascoltarla
nella descrizione di questo podcast troverete il link.
(08:52):
Dopo le armoniche e i campanellini introdotti a bordo
della Gemini six, la musica entrò fisicamente nelle
navicelle sotto forma di musicassette e strumenti, ma
oltre a questo ci fu qualcuno che effettivamente suonò della
musica nello spazio. Sì, ci sono tantissimi casi di
musica che è stata suonata nellospazio, per esempio ci fu un
(09:14):
cosmonauta sovietico, Ivan Chenko, che suonò per la prima
volta una chitarra su una stazione spaziale russa.
Mentre Ronald Mcnerd e la NASA suona il sassofono sullo Space
shuttle challenger. Ci sono però un paio di episodi
che mi piacciono particolarmente.
Uno è quando nel 2011, dalla stazione spaziale
internazionale, l'astronauta Catherine Coleman ha fatto 128
(09:35):
in flauto traverso con Jan Henderson, il leader dei Jethro
Tull, hanno suonato il brano Burea di un album degli anni 70
di questa band. Mentre l'altro episodio è quando
nel 2022 dalla stazione spazialecinese, La Taikonauta
Huangjiaping ha suonato un gudjon che è una cetra cinese,
ossia uno strumento tradizionaledella tradizione del folklore,
(09:57):
appunto cinese. Lo strumento vero però ha
qualche è grande qualche metro, quindi hanno utilizzato una
versione piccola, in miniatura appunto, che faceva un suono non
proprio molto simile, se vogliamo quello originale.
Arrivando ai giorni nostri, vi ricordate cosa fecero i Coldplay
durante la pandemia? Il 7 maggio del 2021, in
collaborazione con l'astronauta Thomas Peschier, Trasmisero il
(10:21):
nuovo singolo haierpower direttamente dalla ISS
utilizzando la trasmissione extraterrestre, il singolo è
tratto dal concept album Music of the sfirs musica delle sfere
in italiano. E sapete che questo termine ha
un significato molto antico e particolare?
Con musica delle sfere o musica universale si intende un
(10:42):
concetto filosofico che considerava l'universo come un
sistema di proporzione numerica in cui corpi celesti venivano
collocati su sfere la cui rotazione emetteva una sorta di
melodia. E non fu solo la teoria di un
folle, perché su questa teoria ci lavorarono i migliori
pensatori, matematici e filosofidell'umanità.
(11:04):
Da Pitagora, Platone, da Boezio,Tolomeo da Keplero, Goethe e
addirittura venne ripreso da Dante nella Divina Commedia.
Da ciò nasce una domanda molto importante, ovvero come si
comporta il suono o la musica nello spazio profondo?
Sì, diciamo che la fantascienza ci ha sempre educato male a
(11:24):
riguardo, perché abbiamo sempre visto astronavi, pianeti,
stazioni spaziali che esplodono con rumori assordanti.
Ecco, in realtà questa cosa semplicemente non ha senso,
perché nello spazio c'è il vuotoe il vuoto non non permette la
propagazione del suono. Il suono infatti è una
vibrazione che si propaga attraverso la materia e senza la
materia non può avvenire questa propagazione.
(11:45):
Quando parliamo stiamo facendo vibrare le corde vocali e questa
vibrazione si propaga, si diffonde appunto attraverso
l'atmosfera, arrivando eventualmente al timpano di
qualcun altro che quindi ci può sentire.
Ecco, inutile dire che se c'è ilvuoto questa propagazione non
può avvenire e quindi una vibrazione delle corde vocali
non non produrrebbe alcun tipo di suono.
(12:06):
Quando capita di trovare quel quel tipo di video, tipo il
suono dei buchi neri, oppure il suono di una nebulosa e così
via. In realtà quelli non sono
davvero suoni emessi da questi corpi celesti, ma sono delle
sonificazioni, ossia una traduzione in frequenze
acustiche di alcuni segnali elettromagnetici.
E questo quindi, se vogliamo soltanto un modo di
rappresentare i dati, non è un modo davvero di sentire qualcosa
(12:30):
che evidentemente non c'è. Appunto, il suono non si può
propagare nello spazio. Gli unici suoni che possiamo
trovare davvero nello spazio sono quindi nelle stazioni, per
esempio nelle capsule artificiali, quindi gli
astronauti, oppure sui pianeti, che però siano dotati di
un'atmosfera. Ecco per esempio che su Marte il
suono ci può essere, anche se è molto attenuato, per il fatto
(12:51):
che l'atmosfera di Marte è estremamente rarefatta.
È famoso, per esempio, il fatto che il Rover Curiosity, al suo
primo compleanno su Marte, si sia cantato tanti auguri da
solo, facendo vibrare alle giuste frequenze uno dei suoi
strumenti. Probabilmente è una delle cose
più tristi della storia e esplorazione spaziale.
Tristezza o no? Il legame che abbiamo con la
(13:11):
musica è semplicemente indissolubile, perché non si
limita ad essere una forma d'arte, ma rappresenta un vero e
proprio linguaggio che racconta fedelmente la natura dell'essere
umano, è tridimensionale, complicato, pieno di
contraddizioni, intenso, passionale e delicato.
(13:32):
Ciò che noi riponiamo nella musica è un'eredità, è il nostro
lascito ed è proprio grazie allaconnessione che è in grado di
creare che la musica nello spazio ha assunto un ruolo così
importante, quello di un Messaggero.
Gli oggetti più lontani che siano mai stati lanciati
all'umanità sono senz'altro le due sonde Voyager che sono da 48
(13:53):
anni nello spazio e che sono ormai a una distanza pazzesca di
oltre 20 miliardi di chilometri.Il prossimo decennio perderemo
completamente i contatti con queste sonde, ma loro
continueranno alla deriva nello spazio interstellare,
continuando a viaggiare per centinaia di milioni o anche
miliardi di anni. E proprio in virtù di questo
loro destino interstellare, le due sonde portano con loro, come
(14:15):
se fossero un messaggio in bottiglia, due Golden record o
dischi d'oro, che sono dei dischi simili a quelli in vinile
ma placati d'oro per resistere all'ambiente spaziale.
Questi contengono un racconto, se vogliamo a tutto tondo,
dell'umanità e della terra. Ci sono dei suoni del pianeta,
della natura, versi gli animali,vento, pioggia, fulmini.
(14:36):
Ci sono dei saluti in 55 lingue diverse.
Saluti molto semplici ma che raccontano l'incredibile varietà
culturale della nostra specie. E poi ovviamente c'è anche della
musica. C'è della musica classica, da
Bach a Beethoven fino ai primi miti del rock come Chuck Berry,
passando per tantissima musica folk di tanti popoli diversi.
Ci sta della musica tipica indiana, altra cinese e molto
(14:58):
molto altro. Insomma, anche se in realtà
nessuno probabilmente riceverà mai questi dischi, ho sempre
trovato bellissimo il fatto che l'umanità abbia scelto proprio
la musica come linguaggio per raccontare se stessa.
Detto ciò, la puntata di oggi termina qui.
Prima di salutarvi, volevamo ringraziare tantissimo Luca
(15:19):
Nardi per aver scritto questa puntata insieme a me e Giorgio.
Nella descrizione dell'episodio troverete i suoi contatti,
compreso il link al suo ultimo libro pianeti mancanti.
Ma alla fine, che cosa pensate voi del viaggio di Katy Perry?
Avete qualche altra storia pazzesca su musica e spazio?
Scrivetecelo nei commenti oppureal nostro indirizzo mail
(15:42):
listenergasm@gmail.com. Non dimenticatevi di seguire il
podcast su Spotify e di commentare l'episodio.
Non vediamo l'ora di sapere la vostra opinione e soprattutto ci
aiuterebbe tantissimo a crescere.
Noi vi diamo appuntamento venerdì prossimo alle 21 con una
(16:02):
nuova puntata di ergasm. Ma fino ad allora buona musica,
o forse sarebbe meglio dire to the makers of Music o Worlds all
Times.