Episode Transcript
Available transcripts are automatically generated. Complete accuracy is not guaranteed.
Speaker 2 (00:00):
Un saluto a tutti, sono sempre Marco dalla Gazzetta delle Botteghe,
in questo fine settimana ho scritto un piccolo racconto, l'ho
creato a episodi, così, saranno 7-8 episodi, c'è anche un
bel finale, è un racconto italo- americano, ovviamente il podcast è
(00:28):
Ve lo leggerò in italiano, non potrò fare un podcast
in inglese perché sarebbe allucinante. Quindi vi vado a leggere
la prima parte. Il racconto si intitola Il buon americano
in Italia. Iniziamo. In una piccola zona del Mississippi, negli
(00:53):
Stati Uniti d'America, nasce Ethan. un bambino che, già dal nome,
sembrava destinato a diventare qualcuno di speciale. Ethan era molto
tranquillo e non dava alcun problema ai suoi genitori. Dormiva,
mangiava e, dopo un bel ruttino, tornava serenamente ai suoi
(01:14):
dolci sonni. Nel frattempo cresceva e aiutava il padre nella falignameria,
una piccola attività che, purtroppo, rendeva molto poco perché quella
zona era povera e i cittadini avevano davvero pochi dollari
da spendere. Un giorno sorprese il padre mentre osservava un
sito molto interessante. Il padre non voleva che lui lo vedesse,
(01:39):
ma distratto come era stato, non impiegò molto di trovare
quel dominio e a navigare su quel sito. Il sito
si chiamava ovviamente Gazzetta delle Botteghe. Non era il solito
portale che tutti conoscevano, Era un luogo dove artigiani, aziende
e botteghe potevano raccontare la propria storia, condividere riflessioni ed esperienze.
(02:04):
Inoltre parlava anche di collaborazioni con lavoratori, imprese e botteghe americane.
Un'idea davvero originale. Ethan ne rimane affascinato. Studiò ogni pagina
con attenzione e decise che, un giorno, sarebbe arrivato in
Italia per cercare fortuna. Passarono gli anni e, raggiunta la maggiorità,
(02:29):
prese una decisione difficile, partire. Con grande dispiacere disse ai
suoi genitori, non temete, presto tornerò e vi porterò con
me in Italia. La madre, con le lacrime agli occhi,
gli rispose, Ethan, figlio mio, ti prego, non partire proprio adesso.
(02:49):
Ti capisco, mamma, rispose lui, ma ho deciso, tra una
settimana partirò. sono sicuro che troverò fortuna il padre di
sorrise sono certo che ce la farai sei il figlio
di un vecchio mastro falegname e ti ho insegnato tutto
quello che potevo adesso dovrai metterci del tuo perché nessuno
(03:10):
costruisce il proprio futuro senza impegno ricorda sempre una cosa
niente panico e rifletti bene prima di prendere qualsiasi decisione
arrivo col maledetto giorno Almeno così lo vissero i suoi genitori,
che videro il figlio lontanarsi lentamente. Ethan non si voltò
(03:31):
più a salutarli, non voleva far capire che anche lui
stava piangendo. Il padre e la madre gli diedero quel
poco che possedevano, qualche soldo e un po' di cibo.
Ethan sapeva che avrebbe dovuto trovare un lavoro al più presto.
La madre però aveva tanti dubbi nel cuore, non disse nulla,
nemmeno al marito. Si sentiva debole e aveva una strana
(03:55):
sensazione che non riusciva a spiegare. Finalmente mi seppiedi in Italia.
Non si fermò nella prima città che incontrò. Voleva raggiungere
il luogo dove era nato quel portale, la zetta delle botteghe.
Così arrivò in Abruzzo e si accorse ben presto di
essere rimasto senza soldi. Non aveva più nulla nelle tasche,
(04:17):
ma non si perse d'animo. Raccorse piccoli pezzi di legno
e si fermò a San Giovanni di Atino, un luogo
tranquillo dal quale poteva ammirare le montagne che tante volte
aveva visto sul web. Tra i tanti spazi verdi trovò
facilmente il materiale necessario per realizzare ciò che aveva in mente.
(04:37):
Per guadagnare qualche euro iniziò a costruire soprammobili, piccoli giochi
e tanti altri oggetti in legno. I passanti si fermavano
incuriositi a osservare quel giovane ragazzo all'opera. Restavano meravigliati nel
vedere con quanta abilità sapesse usare gli attrezzi professionali che
aveva portato con sé dall'America. In pochi giorni iniziarono ad
(05:00):
arrivare richieste sempre più particolari. Il passaparola fece il resto.
Ben presto tutti volevano un oggetto realizzato da Ethan, qualcosa
di unico. costruita a mano, come ormai poche persone avevano
ancora voglia di fare. Un giorno passò di lì un
vecchio signore dall'area Bolbera. Si fermò proprio mentre Ethan stava
(05:23):
sistemando tutto per andare via.« Dimmi la verità», gli disse,«
hai davvero costruito tu tutte queste opere oppure sei uno
di quei falsi artigiani che si prendono merito non loro?
Sei troppo giovane per conoscere tutte queste tecniche». Ethan lo
guardò e si mise a a sorridere tirò nuovamente fuori
(05:44):
i suoi attrezzi davanti agli occhi del vecchio scoppiò un
magnifico paesaggio di montagna con il cielo e il sole
il vecchio rimase senza parole allora Ethan disse con calma
caro signore impari a non giudicare una persona senza conoscerla
tenga questo lo porti a casa forse le ricorderà qualcosa
(06:06):
di importante gli consegnò l'opera e se ne andò Il
vecchio rimase immobile, non disse una parola.« Penso soltanto, un
ragazzo osigione oggi mi ha insegnato una grande lezione. Spero
davvero di rivederlo». Quel signore si chiamava Ugo. Decise di
(06:28):
fermarsi ancora qualche giorno nell'intorno del paese del Chietino, anche
se la sua casa era piuttosto lontana. Abitava a Castelmonte,
un nico borgo fortificato, un tempo capitale della transumanza, in
provincia dell'Aquila. La mattina seguente si alzò presto, ringraziò l'amico
(06:48):
che lo aveva ospitato per la notte e tornò in
piazza nella speranza di incontrare di nuovo quel giovane artigiano.
Mentre camminavano vide seduto in un bar del centro, un
locale molto bello con due ingressi, Edan era a tavola
insieme ad altri ragazzi. In poco tempo si era creato
un gruppo di amici e, ogni volta che riusciva a
(07:09):
guadagnare qualcosa, cercava di aiutare alcuni giovani che vivevano per strada.
Ugo osservava la scena con attenzione. Vede gli altri mangiare,
mentre Dan restava quasi sempre a guardarli, felice semplicemente di
aver offerto loro un pasto. Quando il gruppo uscì dal locale,
Ugo entrò nel bar, ordinò un caffè e chiese al
(07:32):
barista informazioni su quel ragazzo. Rimase molto sorpreso quando sentì rispondere,
ma lei sta parlando del buon americano? Un saluto a
tutti e ci sarà il continuo al prossimo podcast.