Episode Transcript
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Speaker 2 (00:00):
Un saluto a tutti, sempre Marco, sono sempre io della
Gazzetta delle Botteghe, oggi parliamo di valori, di valori dentro
un laboratorio, quindi parliamo di ordine, di pulizia e rispetto,
(00:23):
i valori che ogni laboratorio artigianale dovrebbe custodire. Quando si
parla di artigianato, spesso si pensa alle macchine da cucire,
ai tessuti, ai prodotti finiti e alla bravura di chi
lavora con le proprie mani, tutto vero. Ma c'è un
aspetto di cui si parla troppo poco e che, secondo
(00:43):
la mia esperienza, rappresenta uno dei pilastri di un laboratorio serio,
l'ordine e la pulizia. Sono valori che non fanno notizia,
non si vedono nelle pubblicità e raramente vengono raccontati, Eppure
sono proprio quei dettagli che distinguono un laboratorio gestito con
(01:04):
professionalità da uno improvvisato. Quando io e Katiuscia avevamo il
nostro laboratorio testile, la KD Production, avevamo una convinzione molto semplice.
Il luogo in cui si lavora deve essere rispettato ogni giorno.
Non era una regola scritta su un cartello, era il
(01:26):
nostro modo di intendere il lavoro. Chiunque entrasse nel laboratorio
doveva trovare un ambiente ordinato, pulito e organizzato. Non perché
dovessimo fare bella figura, ma perché quello era il nostro
ambiente di vita. Ci trascorrevamo gran parte della giornata. Lì lavoravamo,
(01:46):
lì accoglievamo clienti e fornitori, lì costruivamo il futuro della
nostra azienda. Un laboratorio tessile produce anche polvere e anche
tanta chi non ha mai lavorato nel settore tessile forse
non immagina una cosa la stoffa produce tantissima polvere ogni taglio,
(02:12):
ogni cucitura ogni movimentazione dei tessuti genera piccoli residui che
con il passare delle ore finiscono inevitabilmente nell'aria e sul
pavimento E quando si lavora con grandi quantità di tessuto,
come accadeva nel nostro laboratorio, la situazione diventa ancora più evidente.
(02:36):
Per questo motivo non era possibile rimandare la polizia. Se
avessimo detto oggi non abbiamo voglia, il giorno successivo ci
saremmo ritrovati con batuffoli di polvere che si spostano da
una parte all'altra del laboratorio. Non sarebbe stato bello da vedere,
ma soprattutto non sarebbe stato salutare. La pulizia non era
(02:59):
un obbligo, era rispetto. Ogni giorno cercavamo di prenderci cura dell'ambiente.
Pulivamo regolarmente i filtri dei condizionatori, soprattutto durante l'estate. Chi
lavora in un laboratorio sa bene che quei filtri raccolgono
enormi quantità di polvere. Se non vengono puliti, l'area fatica
(03:20):
a circolare e il sistema perde efficienza. Era un lavoro
in più. Richiedeva tempo, ma sapevamo che era necessario. Lo
stesso arriva per il bagno. Eravamo in sette persone, noi
due titolari e cinque collaboratori. Un ambiente utilizzato da tante
persone deve essere sempre pulito e disinfettato. Non era una
(03:43):
questione di apparenza, era una forma di rispetto verso chi
lavorava con noi. La giornata non finiva quando si spegnevano
le macchine. Molti immaginano che il lavoro termini quando si
conclude la produzione. Nel nostro caso non era così. Prima
di andare via c'era ancora tanto da fare. Le macchine
(04:06):
da cucire venivano pulite accuratamente con l'aria compressa per eliminare
dei suiti di polvere e fili. Poi si prendeva la scopa,
si puliva tutto il pavimento e quando le forze lo
permettevano si passava anche lo straccio. A volte eravamo davvero stanchi,
ma sapevamo che il mattino seguente Avremmo ritrovato un laboratorio
(04:27):
pronto per ricominciare. Entrare in un ambiente pulito dà una
sensazione diversa. Ti mette nelle condizioni migliori per lavorare. Un
ambiente sano è un investimento. C'è chi considera la pulizia
una spesa. Io continuo a considerarla un investimento. Un ambiente
(04:49):
ordinato migliora il lavoro. Aiuta chi ci lavora ogni giorno.
Riduce rischi. trasmette professionalità e soprattutto comunica rispetto. Rispetto verso
se stessi, verso i collaboratori, verso i clienti, verso chiunque
varti quella porta. La prima impressione conta, questo è sicuramente giusto.
(05:15):
Nel nostro laboratorio capitava spesso che arrivassero clienti o responsabili aziendali.
Alcuni erano semplicemente amici. altri erano persone interessate ad affidarci
un lavoro. La prima cosa che vedevano non era il prodotto,
era il laboratorio, l'ordine, la pulizia, l'organizzazione. E sono convinto
(05:39):
che tutto questo contribuisse a trasmettere fiducia. Perché una persona
si fa inevitabilmente un'idea dell'azienda osservando l'ambiente in cui opera.
Se trova disordine ovunque... polvere, materiale sparso, bagni poco curati
(06:02):
è naturale che si chieda se trattano cose di loro
al laboratorio come tratteranno il mio lavoro è una domanda
legittima la fiducia nasce anche da questi dettagli una riflessione
che oggi mi lascia perplesso oggi sento raccontare situazioni che
faccio fatica a comprendere capita di vedere aziende anche molto
(06:24):
piccole che trascurano completamente il luogo in cui lavorano Per
risparmiare qualche euro si rinuncia alla polizia, si rinvia la matutenzione,
si accetta il disordine come se fosse normale. Personalmente faccio
fatica a capire questa mentalità, perché quel luogo non appartiene
soltanto all'azienda, è anche il posto dove trascorrono l'intera giornata
(06:46):
il titolare e i suoi collaboratori. Come si può lavorare
serenamente in un ambiente trascurato? Come si può pretendere qualità
se manca attenzione per le cose più semplici? Una frase
di mio padre che non dimenticherò mai. Mio padre mi
ripeteva spesso una frase. I soldi vanno spesi per le
(07:08):
giuste cause. Con il passare degli anni ho capito quanto
aveste ragione. Mantenere pulito un laboratorio non significa sprecare denaro.
Significa investire nella salute delle persone, nell'immagine dell'azienda, nella sicurezza.
nel rispetto del lavoro. Sono spese che, in realtà, rappresentano
(07:29):
un investimento sul futuro. Anche il camice racconta un'azienda. C'è
infine un dettaglio che può sembrare secondario, ma non lo
è assolutamente. Nel nostro laboratorio tutti avevano il camice bianco.
Non era soltanto una questione estetica. Il camice protegge gli abiti,
(07:50):
trasmette ordine, contribuisce a creare uno spirito di squadra e
comunica immediatamente serietà a chi entra. Sono piccoli particolari, ma
sono proprio particolari a costruire l'identità di un'azienda. Adesso voglio
dare un messaggio alle nuove generazioni. Se un giovane mi
(08:15):
chiedesse quale sia il primo insegnamento da imparare entrando in
una bottega, probabilmente non gli parlerei subito delle macchine da
cucire gli direi prima di tutto una cosa rispetta il
luogo in cui lavori perché quel laboratorio diventerà una seconda
casa abbine cura mantieni l'ordinato tienilo pulito prenditi cura degli
(08:41):
strumenti rispetta i colleghi accogli con educazione chi entra sono
gesti semplici ma fanno la differenza e anche da questi
valori che nasce la Gazzetta delle Botteghe. Quando oggi racconto
il mondo dell'artigianato attraverso la Gazzetta delle Botteghe, porto con
me anche questi ricordi, non soltanto le macchine da cucire,
(09:05):
non soltanto i testuti, ma anche il profumo di un
laboratorio appena pulito, il rumore dell'aria compresa che puliva le
macchine a fine giornata, la soddisfazione di chiudere la porta
sapendo che il mattino successivo avrebbe ritrovato un ambiente sano,
(09:26):
ordinato e pronto ad accogliere una nuova giornata di lavoro.
Perché una vera bottega non si riconosce soltanto dalla qualità
dei prodotti che realizza, si riconosce anche dal rispetto che
dimostra verso il proprio ambiente, verso chi ci lavora e
verso ogni persona che decide di varcare la soglia. Ed
(09:50):
è proprio questo il messaggio che vorrei trasmettere alle nuove
generazioni di artigiani. La qualità nasce dalle mani, ma cresce
ogni giorno in un ambiente curato, pulito e rispettato. A
voi tutti, Ardua Sendenza. Un saluto a tutti e vi
(10:13):
aspetto sul www. gazzettatelebotteche. it Ciao.