Episode Transcript
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(00:05):
31 dicembre, un giorno, una dataa cui affidiamo una grande
responsabilità e un grande peso,perché rappresenta la chiusura
di un ciclo. E la storia che racconteremo
oggi in questa puntata parla proprio della chiusura di
un'era. Il 31 dicembre di quest'anno la
musica scomparirà per sempre da MTV, o almeno in Europa.
(00:29):
Per chiestatogiovaneneglianniottantanovantaeduemilam.tv
è stata letteralmente la colonnasonora delle nostre giornate,
con i suoi videoclip eccentrici e le sue trasmissioni che
ospitavano gli artisti più in voga del momento.
Ma oggi chi la guarda più la TVIvideoclip si guardano sul
telefono. Il 1 agosto del
(00:50):
milleenovecentoottantaunom.tv appare sugli schermi americani.
Il primo video trasmesso era video the radio Store dei
buggles. La TV aveva ucciso le star della
radio. Ma dopo più di quarant'anni,
lasciatemelo dire, Internet chiudotelevisionstoreequindigraziem.tv
(01:14):
per tutto, buon riposo. Io.
Sono. Martina vidrip.
(01:36):
Il Podcast chiama la musica. Se pensiam.tv pensi subito ai
(02:00):
videoclip, già negli anni 40, con l'avvento del sonoro,
venivano prodotti dei cortometraggi musicali.
All'epoca si chiamavano soundaes.
Ma è con l'esplosione della TV che questa idea viene messa a
fuoco. e i video musicali che all'inizio erano semplici
performance dell'artista di fronte a una camera diventano
(02:24):
degli efficaci mezzi per promuovere la musica.
Non c'erano canali musicali tematici, venivano inseriti
all'interno di varie trasmissioni.
Ma negli anni 50 e 60 la venditadei dischi esplode e si
moltiplicano le trasmissioni musicali come top of the pops o
Led Sullivan shore. Ma chi ascoltava questa nuova
(02:48):
musica? Elvis, i Beatles?
Gli Stones? Beh, i giovani.
Oggi i giovani li vediamo sempreall'interno dei sondaggi di
ricerche demografiche, come se fossero un organismo compatto.
Ma chi sono questi giovani di cui si parla sempre e
soprattutto sono sempre esistiti?
(03:12):
Lo chiedo a Paolo Colombo, professore ordinario di storia
delle istituzioni politiche presso l'Università cattolica
del Sacro Cuore di Milano. Beh, fino a un certo momento.
900 inoltrato, tanto per capirci.
I giovani possiamo dire che non esistono.
Provo a spiegarvi. Tutta la storia dell'umanità.
(03:35):
Con qualche semplificazione, naturalmente possiamo dire che è
fatta di bambini e di adulti, nel senso che nel passato,
quando esci dall'infanzia diventi uomo.
Non non esistono fasi intermedie, non c'è adolescenza,
teenagers, età Post puberale e roba del genere.
Altro che gioventù, è che il significato di giovane.
(03:55):
Non è definibile in modo preciso, tutto dipende dal
contesto storico e sociale. Se prendiamo il Medioevo, io
sarei uno da Consiglio degli anziani.
Il mio studente ventenne sarebbeun uomo maturo nel Medioevo, una
mia studentessa, una donna fattaall'imbocco del viale del
tramonto, cioè. Insomma, in quel tempo i giovani
non esistono propriamente intesicome li intendiamo oggi.
(04:18):
La gioventù, per di più, può essere intesa anche come un modo
di sentirsi in cui i connotati principali sono la vigoria
fisica, la vivacità, la freschezza, un certo tipo di
moralità. In sostanza, soltanto nella
seconda metà del ventesimo secolo il termine giovane
acquista il valore specifico di generazione e dei giovani.
Allora, cominciano davvero ad esistere.
(04:40):
Non come individui, intendiamoci, quelli ci sono
sempre stati, ma come soggetti sociali, come elemento rilevante
nella storia. Ma niente è paragonabile a
quello che succede in Occidente dopo il 1945.
Perché solo dopo quella data le generazioni giovani si trovano a
disporre di due elementi indispensabili a esistere
(05:00):
autonomamente, che sono il denaro e il tempo libero.
Se non hai denaro e il tempo libero sei solo un individuo che
ha vissuto un numero piuttosto ridotto di anni, non sei
giovane. Disponiamo, nel caso italiano di
una testimonianza, proprio modo eccezionale che ci mostra il
momento nel quale i giovani compaiono sulla scena.
È un articolo di Camilla cedernadel 1 giugno 1958, pubblicato
(05:23):
sull'espresso. Ha un titolo I fusti di Milano,
sottotitolo La Gioventù delle Ali Scottate.
E Camilla cederna descrive un gruppo di giovani che vanno al
palazzo del ghiaccio di Milano per il primo campionato di
Rock'n'Roll. Si vestono sostanzialmente come
dei giovani americani con i giubbotti delle squadre di
(05:44):
basket, hanno tutti la moto, si riuniscono in bande, vogliono
entrare senza pagare. I poliziotti cercano di
disperderli, alla fine li innaffiano con getti di idranti,
ma poi bisogna lasciarli entrareper evitare il peggio.
E dunque come sono questi giovani che appaiono quasi di
colpo sulla scena sociale, si riuniscono in bande, vestono in
(06:05):
maniera strana, ascoltano musicastrana e rivoluzionaria, sono
inquieti, trasgressivi e di fatto disposti a infrangere le
regole se non addirittura la legge.
Un bel soggetto sociale complicato, se ci pensiamo no.
Insomma, finalmente qualcuno si accorge dei giovani ribelli
inquieti alla ricerca di un'identità.
(06:26):
E soprattuttodevotiailoroidolimusicaliceranoidischiceranoleradiomamancavauncanale.tv
in grado di raccoglierli questi giovani.
Ci troviamo a fine anni 70 a NewYork, la TV via cavo si stava
(06:46):
diffondendo rapidamente nelle case degli americani.
E connessa anche la possibilità di trasmettere decine di canali
diversi e nuovi. E la nostra storia inizia
proprio così. Con un signore seduto comodo sul
divano che accende la TV. L'uomo in questione, John Leck,
vicepresidente della Warner Amex, una società che aveva
(07:07):
l'intenzione di espandere il proprio business all'interno
dell'industria televisiva. Come molte altre sere, come
molti americani, John accende latelevisione e fa zapping e
arriva a popclips, una trasmissione di quegli anni che
(07:35):
essenzialmente consisteva in video musicali presentati da un
VJ. È proprio in quel momento che,
come un fulmine a ciel sereno, arriva l'intuizione che se i
giovani potessero vedere la musica, un'idea piccola ma
rivoluzionaria, perché capì che da quella breve trasmissione
poteva scaturire qualcosa di piùgrosso, magari un intero canale.
(07:59):
Però le idee, si sa, non arrivano da sole, da qualche
parte. Perciò a quel punto aveva
bisogno di qualcuno che fosse ingrado di gestire un'intera
emittente. Ed è qui che entra in gioco Bob
pittmann, un giovane manager radiofonico.
E anche Bob condivide l'intuizione geniale di John.
Un'intuizione che vedrà alla luce il 1 agosto del 1981, più
(08:23):
precisamente a 00:01. E questo è quello che succederà.
Mtv si accende e nulla tornerà come prima.
(08:47):
L'idea era semplice, una radio che si potesse vedere e
finalmente i giovani avevano un canale dedicato a loro, che
parlasse di loro. Mtv porta sul piccolo schermo le
sottoculture giovanili con programmicomeyouand.tv REPS in
cui si dava spazio all'hip hop emergente, oppure One hundred
twenty minutes, in cui la cultura rock alternativa la fa
(09:10):
da padrone grazie a band come Sonic use, i pixies, oh yary m,
ma anche l'iconico adventures Ball, uno spazio interamente
incentrato sulla scena hard rocke metal.
Con il tempom.tv si allarga anche allo sport e alla moda,
abbracciando così tutte le sfaccettature della cultura
URBAN giovanile. Insomma, il linguaggio dei
(09:32):
giovani diventa quello di MTVE, quello di m.tv diventa quello
dei giovani. Un'identificazione che sarebbe
durata per decenni. Ma in quel momento chi erano
questi giovani? Negli anni 70 le utopie si erano
logorate sotto il peso della crisi petrolifera,
(09:52):
dell'inflazione, delle guerre fredde e dei muri che dividevano
le persone. La generazione della Summer of
Love fallisce e i suoi sogni diventano promesse mancate.
E come per reazione, alla fine di quel decennio emerge una
nuova generazione disincantata edonista individualista.
(10:15):
Gli ideali, la politica, i grandi principi non facevano più
presa sui giovani di allora, loro non volevano cambiare il
mondo, lo volevano consumare. E allora jeans, scoloriti,
(10:36):
giacche oversize, colori sgargianti e suoni elettronici.
Il futuro non era +1 speranza collettiva, ma un sogno
individuale. E allora girls suona come diceva
Cindy Lauper. Ma le girls sono anche material,
secondo Madonna. I ragazzi invece vogliono la
(10:57):
loro bed mediasen e la chiedono ai Bon Jovi, mentre se vogliono
andare a un party per ballare all night long troveranno Lionel
richie ad aprirgli. La portam.tv dà spazio a tutto
questo? Il sogno sembra alla portata di
tutti, ma con la fine del decennio queste promesse si
(11:22):
infrangono. I giovani scoprono che consumare
non rende felici e che non sempre, se vuoi, puoi.
Una disillusione che sarà la porta d'ingresso.
È la chiave di volta degli anni 90.
Nel settembre del 1991 su m.tv viene mandato in onda il
(11:44):
videoclip di una band semi sconosciuta.
La canzone si chiama Smell like Teen Spirit e loro i Nirvana.
Si presentano un po' spettinati,trasandati, con i jeans
strappati e le camicie di flanella a quadri e le dottor
Martens ai piedi, completamente diversi dalle pop star degli
anni 80 che invece erano la quintessenza del glamour.
(12:09):
Ciochesuccesseeramoltosempliceenegliannisuccessivilovedremomoltealtrevolteovverochem.tvintuisce che il vento è cambiato
e quindi decide di dare spazio aquesto nuovo grido, a questo
rigetto, a questa nuova correntemusicale.
Ovviamente i big degli anni 80 fanno molta fatica a
reinventarsi ed inserirsi in questa nuova corrente, perciò
(12:33):
tanti cadono sotto i colpi con classi di queste nuovissime
band. E così, neanche troppo
lentamente, dal palinsesto scomparvero i vari motuli, crew
e poison, mentre i cantori di questo nuovo disagio giovanile
diventarono le nuove star. All'inizio dicevamo, i Nirvana,
ma non solo loro, anche i Pearl Jam, i soundgarden e gli Alice
(12:55):
in chains. Basta con queste feste sugli
yacht, il romanticismo hollywoodiano e il buon vivant a
tutti i costi, le storie degli emarginati diventarono i temi
centrali. Questo perché il realismo è
piombato sulla musica e come al solito proviene dalla
generazione nuova di giovani chequesta volta sono disillusi, più
(13:16):
introspettivi ma forse anche piùautentici.
E proprio come l'esordio dei Nirvana, anche questa
generazione è il perfetto contrappeso a quella precedente.
EMTV. Si adatta al nuovo gusto dei
giovani aggiornando i propri format e le grafiche e
(13:37):
introducendo talk show, interviste lifestyle, insomma
contenuti più ampi rivolti a chinon vuole semplicemente guardare
videoclip ma cercare il megafonodella
propriaidentitànelmilleenovecentoottantasettem.tvsi era già globalizzata, si era
diffusa in altri continenti e inquell'anno arriva anche in
(14:01):
Europa. E ovviamente dopo un po' sbarca
anche in Italia. È il 1 settembre 1997.
In quel giorno la TV nelle case degli italiani si accende come
sempre, ma sullo schermo comparequalcosa di nuovo, è il logo di
m.tv. Una chitarra distorta, il volto
(14:29):
di Kurt Cobain e il bianco e nero di unplugged in New York.
I primi volti, Enrico Silvestrin, Giorgia Surina,
Marco Maccarini e Camilla raznovich le prime sigle.
Un flusso di videoclipspotsurrealiegraficacheurlavamodernitàunoschiaffoalla.tv
(14:51):
italiana ancora enormemente debitrice degli anni 80.
MTV diventa la voce delle ragazze e dei ragazzi italiani,
lo fa con un programma di grandesuccesso, Total Request Life,
per tutti TRL. È il 1 novembre del 1991 e siamo
(15:14):
in pieno centro a Milano, più precisamente a piazza San
Babila. Nello spazio Fiorucci, Marco
Maccarini e Giorgia Sorina, molti già noti di m.tv stanno
conducendo la prima puntata del loro nuovo format e l'ospite
Luciano Ligabue. Immediatamente quel luogo
diventerà l'appuntamento fisso per moltissimi giovani che
arriveranno da tutta Italia per vedere il proprio idolo e
(15:36):
accorciare le distanze, perché questo è quello che TRL riuscirà
a fare, ovvero portare gli artisti alle persone comuni.
Il pattotram.tv e i giovani italiani diventa ancora più
saldo quando la sede si sposteràin Piazza Duomo, il cuore della
città di Milano, esattamente dall'arco di trionfo della
galleria di Vittorio Emanuele. Secondo quel balcone da cui i
(16:00):
conduttori e gli ospiti si affacciavano di fronte a una
folla di ragazzi e ragazze, è diventato l'icona di una
generazione e guardare quei volti oggi mi fa pensare a
quante amicizie. Quanti amori sono nati proprio
durante quei giorni? Ma anche i patti più
indissolubili possono essere sgretolati.
(16:24):
Gli anni 90 stanno volgendo al termine e ancora una volta i
giovani cambiano. Nel 1998 Internet si diffonde
nelle case degli italiani. È l'inizio di quella che oggi
(16:45):
chiamiamo The Information Age. Il World Wide Web sembra uno
strumento come tanti altri e invece è una rivoluzione.
Nel 1999 David Bowie lo riassunse molto bene.
Quello che Internet farà la società, sia buono che cattivo,
(17:07):
è inimmaginabile. Con il nuovo millennio arriva
quindi la frammentazione. La rete permette a chiunque di
creare il palinsesto della propria vita.
Ognuno può attingere ad infiniticontenuti e informazioni per
costruire la propria bolla di riferimenti e subculture.
(17:29):
Non c'è più la generazione dellasummerofloveouna.tv che ti dice
quello che succede nel mondo. La rete sta rapidamente
frammentando la societaeinglobandoimediatradizionalicomeradioe.tv,
di conseguenza anche il Pattod'acciaiotraigiovaniedm.tv
comincia a disgregarsi. Nel 2005 nascerà una piattaforma
(17:54):
che sconvolgerà ogni cosa, Youtube.
All'inizio è solo un mero raccoglitore di video amatoriali
dalla qualità miserabile. Insomma, un caos totale.
Però le persone non ci metteranno molto a fare una
scoperta enorme, perché grazie aYoutube potranno ascoltare,
scegliere ed esplorare il mondo della musica in totale
(18:16):
autonomia, senza VJ, senza palinsesto e con una fruizione
personale istantanea e soprattutto gratuita.
Sono tanti i nuovi artisti che ne intuiranno l'occasione.
Youtube è un mezzo molto democratico e permette a tutti
di caricare un video. Ed è proprio grazie a Youtube
che nascono artisti come Justin Bieber, the weekend, Dua Lipa e
(18:39):
molti altri. Ma mtv non è più il punto di
riferimento nel mondo musicale equesto l'emittente lo sa molto
bene, tanto che decide di cambiare strategia è anche
pelle. La programmazione si sposta su
(19:00):
reality show, serie e talent e format come pean, My ride Jacket
o Jersey shore raggiungeranno effettivamente grande successo.
Però tutto rimane molto, molto lontano dal mondo della musica.
Inevitabilmente, anno dopo anno,la voce di m.tv si affievolisce,
la sua identità si dissolve e ilpatto decennale con i suoi amati
(19:24):
giovani si rompe del tutto. Da qui in poi la discesa è
vertiginosa. Seguono passaggi di proprietà.
Prima via comma, poi a ParamountGlobal, finendo lentamente
nell'irrilevanza. E qui arriviamo al motivo per
cui esiste. Questa puntata di
irgasmovverom.tv chiuderà i suoicanali musicali alla fine di
quest'anno. Però io me lo ricordo come se
(19:48):
fosse ieri, era un sabato pomeriggio del 2003, avevo 13
anni e mio padre mi chiedeva insistentemente di abbassare il
volume della televisione. Inutile specificarlo, ma non lo
stavo nemmeno ad ascoltare perché ero incollata allo
schermo aspettando proprio quel video o quell'artista lo
(20:08):
trasmetteremo a momenti, diceva sempre il VJE.
Io effettivamente aspettavo e quell'attesa.
Per me era una liturgia, una condivisione collettiva, un rito
generazionale. Perchem.tv non è stato solo un
canale televisivo. Ma anche una lente attraverso
(20:29):
cui leggere il mondo, o almeno una parte, quello dei giovani.
Se è vero che Internet hauccisom.tv, è altrettanto vero
che ne è la memoria storica. Avete dimenticato come eravate
da giovani? Beh, fate un salto su Youtube e
cercate i video di quelle trasmissioni.
(20:49):
Fate attenzione al linguaggio, ai vestiti, ai suoni.
Magari vi sembrerà strano o distante da come vi percepite
ora, ma eravamo noi. Ma che cosa eravamo?
Beh, giovani. Avete appena ascoltato irgasm,
(21:38):
il podcast che ama la musica? Prima di salutarvi, vi
ricordiamo di seguirci sul nostro profilo Instagram Irgasm
Underscore podcast, dove ogni settimana pubblichiamo
tantissimi contenuti tra news, editoriali, colonne sonore e
playlist. Anzi, a tal proposito.
Nella descrizione dell'episodio troverete una playlist che
(21:59):
abbiamo composto io e Giorgio con
alcunideinostripezzipreferitiafrimm.tv.Vi aspettiamo nei commenti.
Fateci sapere che cosa ne pensate voi sia dell'epoca,
quanto anche della musica di quel periodo.
Irgasm tornerà ogni 15 del mese con un nuovo episodio e una
nuova storia dal mondo della musica, perciò noi vi diamo
(22:21):
appuntamento al 15 dicembre, ma fino a quel momento, come
sempre, buona musica.