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March 28, 2025 14 mins

Parliamo della scoperta musicale tramite le piattaforme musicale e di come stanno rivoluzionando l'industria.


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Epidemic Music

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Available transcripts are automatically generated. Complete accuracy is not guaranteed.
(00:00):
I media si evolvono di anno in anno e man mano che Internet
prende sempre più spazio nella nostra vita cambia anche la
fruizione di questi ultimi, dal cinema allo streaming, dai musei
ai tour virtuali, dal teatro agli spettacoli trasmessi
direttamente su Youtube. E ovviamente questa cosa tocca

(00:22):
anche l'industria musicale. Ciao a tutti, io sono Martina
Vidrip, Divulgatrice musicale e vi do il ben ritrovati in
ergasm. Il punto di riferimento è di chi
ama la musica, ma soprattutto per chi vuole conoscerla.
Io oggi sono qui per parlarvi della potenza di Tik Tok nella
scoperta musicale. Prima di iniziare le solite

(00:43):
raccomandazioni vi ricordo infatti di iscrivervi al canale
Youtube e di seguire il podcast su Spotify.
Vi sarebbe immensamente d'aiuto per crescere e portare sempre
nuovi contenuti. Oltre a ciò, fate anche un
passaggio su Instagram, mi troverete sempre come Martina
Vidrip, poiché settimanalmente pubblico playlist e brevi

(01:03):
contenuti per tutti i palati. Detto ciò, possiamo iniziare
argomento controverso. Lo so, lo è sicuramente per i
miei colleghi musicofili o gli appassionati che ancora
combattono per l'autenticità nella fruizione musicale, nei
locali o nel formato fisico. Non fraintendetemi, anch'io
colleziono vinili e cerco di presenziare a quanti più

(01:24):
concerti possibili, che siano dipiccolo o di grosso calibro, ma
è innegabile che ormai gli artisti debbano adeguarsi alle
nuove rotte tracciate dall'avvento di Internet.
Nell'introduzione ho parlato di Tiktok, ma in realtà questo
discorso vale per qualsiasi piattaforma che comporta un
algoritmo e un contenuto audio evideo.

(01:47):
La nostra soglia dell'attenzioneè calata, su questo non c'è
dubbio, perciò è anche difficilepropinare contenuti
particolarmente lunghi. Ma devo dire che la nuova
generazione sta prestando una grande attenzione alla musica o
in generale alla forma d'arte, ma soprattutto alla musica,
specialmente quella che gli viene propinata nei social
media. E questo non vale solo per gli

(02:10):
artisti che emergono da essi, come ad esempio il Naf.
Ma parliamo di veri e propri musicisti emergenti che vengono
notati e incoraggiati, specificashocca.
Lo riconosco, però io sono una grande fruitrice dei social, sia
per quello che faccio. Quindi divulgazione.
Ma anche per uso personale. Quindi vado a cercarmi i video

(02:31):
dei gattini del Giappone e soprattutto roba musicale.
Perciò posso dire di aver osservato con grande piacere che
molte ragazze e molti ragazzi propongono la loro musica in
modo molto intelligente. Questo perché conoscono
perfettamente il target, dato che ne fanno parte.
Di conseguenza i loro contenuti sono tagliati esattamente per

(02:54):
quella fetta di utenza. Nel caso di Tiktok si è
sviluppato un vero e proprio modello di abitudine al consumo
musicale, in grado di stravolgere completamente le
classifiche, influenzando colossi come Billboard o Spotify
e, secondo alcune statistiche, alcuni studi, oltre il 60% degli

(03:14):
utenti che scopre un'artista piùo meno vecchio anagraficamente
parlando, secondo la nascita della carriera lo fa proprio
grazie alla piattaforma. Naturalmente qui poi subentra il
discorso del marketing e della promozione, che già ho
approfondito nella puntata dedicata alle gerarchie del POP
e al loro metodo di spinta nei social.

(03:37):
Ve la lascio in descrizione, nelcaso vogliate recuperarla.
Però a parte ciò, abbiamo tra lemani uno strumento estremamente
potente, in grado di dare vita anuove carriere e persino di
riesumare pezzi e artisti lasciati in decadi precedenti.
E l'esempio più recente è imogenIP, che ha ripreso posto tra le

(03:58):
fila del mainstream grazie ad unEdit virale.

(04:23):
E vi dico che quella canzone, ovvero headlock, è ancora tra i
primi 10 posti delle top Songs di Spotify.
Se ci pensate, questo flusso è molto utile poiché ad esempio la
foil Your page di Tik tok. È abbastanza democratica nella
scoperta musicale e consente agli artisti emergenti di

(04:44):
scavalcare qualche ostacolo. Ostacolo che fino a non troppo
tempo fa veniva considerato parte del gioco.
L'andare per locali a spese loro, suonare gratuitamente,
autoprodursi di nuovo a spese loro.
Per i primi anni l'artista emergente compie un investimento
a fondo perduto. Il problema è che se non si

(05:06):
veniva scoperti e adocchiati dalle persone giuste, questo
pericolo si tramutava in un punto che metteva fine alle
carriere di molti artisti promettenti.
Oltretutto la percentuale di artisti che compievano il salto
quantico dall'emergente all'amatore fino poi al
professionista era ancora più basso.

(05:28):
Però qual è il vero potenziale dei social nella scoperta
musicale? Beh.
Tutti parlano di viralità. Discorso sacrosanto, però
secondo me c'è molto altro. L'algoritmo si concentra sui
contenuti e ne promuove l'interazione con quelli più
entusiasmanti, azzeccati. I follower non contano.

(05:49):
Come era il caso, invece dei primi terrificanti anni di
Facebook e Instagram. Due artisti che hanno 10 e
100.000 follower hanno la stessaprobabilità di lanciare un
contenuto intrigante. Attenzione, non parlo di pool,
quindi probabilità che quel contenuto arrivi.

(06:10):
Naturalmente chi ha più followerha più potenziale.
Parlo proprio di probabilità di lanciare un contenuto virale.
Oltretutto per quanto riguarda la musica non esiste un binario
da seguire come nel caso. Ad esempio dei trend musicali
che girano naturalmente all'interno dell'industria.

(06:31):
Tutt'altro, anzi, perché sui social regna l'anarchia sonora
più totale. Tra le mie mani infatti sono
capitati tantissimi artisti sintaltri rock, alcuni suonavano il
jazz oppure il sax. L'importante è proporsi bene in
modo diretto, studiare la propria fetta di utenza e farlo

(06:52):
in modo piacevole. Anche le piattaforme, poi,
stanno facendo parte del lavoro poiché stanno disegnando le
interfacce, di modo che sia ancora più semplice imbattersi
in nuovi artisti di nicchia, siaTiktok o Instagram.
E di recente anche Spotify ha adottato questa forma di for

(07:16):
your page scrollabile. Tutte queste hanno un design che
appunto permette di scrollare. E fruire indistintamente creator
grossi, minuscoli o medi. Se interagisci con quella
tipologia di contenuto 1, 2 o tre volte la tua pagina
comincerà ad imparare e di conseguenza a popolarsi di video

(07:40):
di quel genere lì. Personalmente Io credo che sia
un'evoluzione piuttosto naturaledell'industria, con buoni o
pessimi risvolti. Però, essendo ottimista e avendo
a cuore gli artisti, ho molta fede nelle generazioni attuali e
di come stanno rivisitando il modo di approcciarsi alle forme
d'arte nella loro maniera. Naturalmente questa cosa poi va

(08:04):
a scontrarsi con quella che è ilcomportamento dell'essere umano,
con una marea di contenuti tuttimolto brevi.
Chiaramente la nostra soglia dell'attenzione è sempre più
bassa. La mia raccomandazione, nel caso
della musica è, se trovate un'artista, fermatevi, cercate
di combattere l'istinto di guardare cosa c'è dopo.

(08:25):
Fermatevi, dategli tre secondi. Vi assicuro che ci sono
tantissimi artisti che vale la pena scoprire, ascoltare e
incoraggiare non costa niente, se non solo tre secondi.
Quando poi sento la solita frase, signora mia, come si
stava meglio anni fa? Francamente io non sono così

(08:48):
tanto d'accordo. Proviamo ad osservare qual era
il metodo di fruizione e di scoperta di 2030 anni fa?
Anche 40. Io ad esempio sono nata nel 1990
e la mia fruizione attiva. Quindi io che decido di andare a
cercare nuova musica era in un momento arrivato in un momento

(09:11):
in cui l'industria musicale si stava scontrando con la
pirateria. Andando un po' indietro, mio
padre è del 59, lui è stato un musicista, ha lavorato in radio
ed è tutt'ora un grande appassionato di musica.
Il modo in cui lui fruiva? Della musica e andavo a
cercarla. Era ancora diverso, quindi c'era

(09:33):
il passaparola, c'era il leggerele riviste.
Di conseguenza gli artisti dipendevano in gran parte dal
giudizio dei critici e dei giornalisti.
Non è né giusto e né sbagliato. Di nuovo, cambia soltanto il
giudizio all'interno della storia degli artisti.
Se prima era una nicchia piuttosto piccola di persone che

(09:54):
avevano delle conoscenze, anche tecniche, per poter bocciare o
promuovere la carriera artisticache lo facevano, poi più o meno
bene era un'altra cosa da discutere.
Io ricordo il caso di Human after all dei Daft Punk, che
venne etichettato come l'album peggiore della loro carriera.
E in realtà poi? Rappresentò l'ennesimo starting

(10:16):
point dei di una band che ha fatto praticamente un cursus
honorum praticamente perfetto. Però adesso invece che un
manipolo di persone abbiamo l'intera platea di gente che
accende il telefono, accede allapiattaforma e guarda.
Ed è dal comportamento dell'utente che in qualche modo

(10:40):
si può cominciare. A piantare, a mettere giù le
fondamenta per una possibile carriera musicale.
E ripeto, non è né giusto né sbagliato.
È questo secondo me, il punto che costantemente manchiamo
quando parliamo di fruizione musicale adesso è molto più
facile e anche di basso costo. Però se un'artista imbrocca la

(11:03):
vena giusta, se in qualche modo si rende gradevole ad un grande
ad una grande fetta di utenza. Il riscontro c'è, ad esempio
Sabrina Carpenter, prima non dico che fosse sconosciuta, però
era rimasta un po' nelle retrovie.
Ad un certo punto è esplosa. L'altro giorno ha suonato a

(11:23):
Milano e c'era il palazzetto completamente pieno, con gente
che ha pagato 102103104, 100 €. Chiaramente la probabilità che
gli artisti. Emergenti possano raggiungere
quel calibro è piuttosto bassa, quindi la percentuale sarà
sempre irrisoria. Però c'è e lì è presente, ma

(11:47):
anche se non fosse un caso così plateale.
C'è comunque la possibilità di essere scoperti e apprezzati e
in questo modo l'artista emergente, il musicista o la
musicista si sente incentivato aprodurre nuova musica e questo
avviene anche grazie a una piattaforma che in qualche modo

(12:07):
aiuta gli artisti a prodursi anche con basso costo.
Quindi potrebbero avere dei risultati investendo poco.
Perciò la mia raccomandazione è.Interagite, scoprite, ascoltate.
In conclusione, i social media ela musica non dovrebbero aver

(12:29):
paura l'uno dell'altro. Sono entrambi due piattaforme,
quindi non hanno un comportamento buono o cattivo.
Dipende da noi. Tuttavia è innegabile il fatto
che, nonostante ci siano dei risvolti negativi, delle
critiche anche rivolte verso i compensi, la soglia
dell'attenzione eccetera eccetera.

(12:49):
Tuttavia, per noi, per noi fruitori, per chi si sta
approcciando alla musica, questiqueste piattaforme rappresentano
un vero e proprio porto di attracco per la conoscenza di
nuove sonorità, nuovi artisti. E questa cosa personalmente mi
entusiasma, poiché io faccio sempre questo esempio.

(13:11):
L'esempio degli artisti che vengono riesumati grazie agli
Edit di Tik tok sarà anche una cosa banale.
Però è un diciamo, è un indicatore, è una cartina
tornasole davvero molto evidentedi quello che una piattaforma
così legata a doppio filo con lamusica può rappresentare, può
fare per questi artisti. Detto ciò, la puntata di oggi

(13:35):
termina qui. Se siete arrivati fino in fondo,
complimenti, poiché ho compilatouna playlist apposta per voi con
alcuni artisti che ho scoperto personalmente su Tik tok e che
trovo siano davvero molto bravi,molto validi e che non vedo
l'ora di condividere con voi. Prima di salutarvi come al

(13:55):
solito, vi ricordo di seguire ilpodcast su Youtube e anche su
Spotify. La puntata esce sia in formato
video che in formato audio, noi ci sentiamo e ci vedremo
settimana prossima con un nuovo episodio, ma nel frattempo come
sempre vi auguro buona musica. Video exase out.
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